Assumersi la responsabilità del cambiamento

Se pensi di non avere alternative e non poter fare nulla per cambiare la tua vita, sappi che ti sbagli. Il solo fatto che stai leggendo questo testo significa che una parte di te vorrebbe cambiare e tu dovrai fare in modo di crederci fino in fondo. Crederci è il primo passo che devi fare per riuscire a migliorare la tua vita.

“Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla” – Martin Luther King

lavoroLe decisioni che prendiamo sono influenzate dal mondo che ci circonda, per te è normale lavorare da dipendente o cercare lavoro da dipendente perché da quando eri neonato hai visto i tuoi genitori lavorare in questo modo, man mano che sei cresciuto ti è stato inculcato il pensiero di dover studiare e prendere buoni voti per poi trovare un lavoro. Chiaramente lavorando ti senti a tuo agio, pensi di fare la cosa giusta perché è quello che pensano gli altri e quello che negli anni hai imparato a pensare anche tu. È utile però a questo punto porsi qualche domanda:

  • hai mai sentito di qualcuno diventato ricco prima dei 40 anni lavorando come dipendente?
  • Come sarebbe stata la vita di imprenditori famosi come Steve Jobs o Bill Gates o Mark Zuckerberg se avessero cercato ed ottenuto un posto di lavoro in un’azienda di consulenza informatica?
  • Come sarebbe stata la tua vita se imprenditori famosi come Steve Jobs o Bill Gates o Mark Zuckerberg avessero cercato ed ottenuto un posto di lavoro in un’azienda di consulenza informatica?

Proviamo a dare qualche risposta: Se diventare ricco significa essere libero di poter fare quello che si vuole, ti assicuro che la strada del lavoro dipendente può portare alla ricchezza solo all’età della pensione, qualcuno riesce ad avere una buona carriera ed a percepire retribuzioni elevate raggiunta una certa anzianità di servizio. Con il crescere della retribuzione, cresce però anche la responsabilità e normalmente cresce anche la percentuale del proprio tempo dedicato esclusivamente al lavoro. Ci sono persone che lavorano anche da casa durante i weekend, magari hanno retribuzioni elevate, ma in cambio offrono all’azienda il 100% dei 40 anni di vita passati al lavoro.

Per la seconda domanda la risposta è abbastanza semplice, se questi grandi imprenditori avessero lavorato come dipendenti di un’altra azienda, oggi io non li citerei qui perché né io né nessun lettore li conoscerebbe. Steave Jobs non avrebbe fondato una società, la Apple, che nel 1980 (quando lui aveva 25 anni) fu quotata in borsa e raggiunse il valore di quasi 1,8 miliardi di dollari. Bill Gates non avrebbe creato la Microsoft e non sarebbe diventato uno degli uomini più ricchi al mondo. Mark Zuckerberg non avrebbe fondato Facebook, società che oggi, mentre io sto scrivendo e lui ha circa 33 anni, ha un valore di più di 500 miliardi di dollari.

Passando alla terza domanda, se questi tre imprenditori si fossero accontentati di un posto di lavoro, probabilmente oggi non esisterebbero gli smartphones per come li conosciamo, i sistemi operativi sarebbero molto meno evoluti e non esisterebbero Social networks degni di nota.

La ricchezza di una persona può essere misurata anche in base a quante altre persone usufruiscono di un bene o di un servizio solo grazie al suo lavoro.

Chiaramente se hai un lavoro subordinato e decidi di puntare su questo per il resto della tua vita, conosci già il tuo reddito e non puoi fare granché per aumentarlo. In questo caso, infatti, non fai altro che negoziare il tuo tempo con del denaro (siano 10 o 50€ all’ora, il concetto non cambia) e contribuire al business di qualcun altro (il tuo datore di lavoro).

Attenzione, non è mia intenzione demonizzare il lavoro dipendente in questo articolo, ritengo infatti che soprattutto in alcuni contesti sia indispensabile iniziare a generare i primi introiti con un lavoro subordinato. Io stesso in questo momento ho un lavoro da dipendente. La mia opinione tuttavia è che spendere una vita intera dedicandola per 5 giorni su 7 al lavoro subordinato non sia una scelta coscienziosa. Come scritto in precedenza il lavoro da dipendente ti permette di generare introiti in base al numero di ore che gli dedichi, adattando la regola che abbiamo visto poco fa potremmo considerare il costo orario come valore dell’oggetto del tuo business e la quantità di ore lavorate come il tuo bacino di utenza. Risulta evidente a questo punto che parlando di valore dell’oggetto abbastanza contenuto e bacino di utenza pari ad 8-10 ore al giorno, non ci siano i presupposti per generare ricchezza.

Quanto finora descritto, avviene perché da lavoratore subordinato tu lavori per accrescere il business di qualcun altro, non il tuo. Stai generando ricchezza per qualcun altro, non per te stesso.

L’alternativa al lavoro dipendente è quello autonomo che può essere un business di qualsiasi tipo. In base alla tipologia del business ed al rispetto delle regole su esposte sul valore dell’oggetto e sul bacino di utenza, il lavoro autonomo può farti diventare ricco, farti vivere di stenti alla stregua di un dipendente o ridurti in povertà a causa di scelte errate.

Ricorda che sei sempre tu il solo responsabile del tuo modello di vita. Dipende solo dalle tue scelte se oggi sei intrappolato nella ruota del criceto dove continui a correre rimanendo sempre fermo allo stesso punto. Dipende solo dalle tue scelte se oggi lavori per riuscire a stento a vivere e pagare i tuoi debiti oppure se sei un milionario e vivi alle canarie affittando residenze ai turisti. A primo impatto potresti rigettare questa frase appena scritta, è un normale meccanismo di autodifesa che abbiamo tutti noi; se ci rifletti bene però, la verità è questa, come potresti pensare di diventare milionario e vivere alle canarie se hai deciso di accontentarti di un lavoro da dipendente che ti limita ad un salario di 1.500€ al mese?

Spesso la decisione del lavoro dipendente viene prediletta rispetto a quella del lavoro autonomo perché nella nostra cultura associamo il lavoro dipendente alla sicurezza ed alla tranquillità mentre associamo al lavoro autonomo il rischio e la scarsa sicurezza. Il motivo di queste associazioni è semplice: per un’intera vita tutti noi riceviamo questo tipo di messaggi da varie fonti (genitori, mass media, ecc.).

La verità è che sia da dipendente che da autonomo sei comunque legato alle sorti di un business; la differenza è che nel primo caso sei legato al business di qualcun altro e non hai alcun controllo su di esso, nel secondo caso hai il pieno controllo del tuo business. Se ci pensi, non c’è alcun motivo serio per cui il business gestito da qualcun altro debba essere considerato più sicuro di quello che potresti gestire tu stesso.

Starai pensando: “sì ma io ho uno stipendio fisso a prescindere dalle sorti del business del mio datore di lavoro”, naturalmente questo è vero finché il business per cui lavori è ancora conveniente per il tuo datore di lavoro, in caso contrario ti troverai da un giorno all’altro senza stipendio.

Pensa a quello che accade ormai ogni giorno con aziende anche di grosse dimensioni che chiudono sedi in paesi avanzati per aprirne nuove in paesi più poveri dove i costi da sostenere per manodopera e burocrazia risultano notevolmente ridotti.

Ricorda, non sempre la scelta più semplice è quella giusta, devi ragionare con la tua testa ed evitare di seguire ciecamente la massa.

Come diceva Martin Luther King, può darsi che tu non sia responsabile per la situazione in cui ti trovi, ma lo diventi se non fai nulla per cambiarla.

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