La Ruota del Criceto, cosa è e perché bisogna uscirne

Iniziamo con la descrizione della vita di una persona generica appartenente al ceto medio. Un bambino nasce in una famiglia con i due genitori che lavorano come dipendenti e stanno pagando il mutuo trentennale per l’acquisto della loro prima casa. Essendo entrambi impegnati al lavoro, i genitori sono costretti ad assumere una Baby Sitter. Le spese legate alla crescita del bimbo oltre a quelle classiche legate al mutuo, alle utenze, alla gestione delle due auto, ecc. mettono in difficoltà la famiglia che riesce a malapena a sbarcare il lunario.

“La vita è troppo breve per sprecarla a realizzare i sogni degli altri.”

Oscar Wilde

Intanto il bimbo cresce ed i genitori lo vedono solo per poche ore la sera o durante i weekend. L’educazione del proprio figlio viene affidata per il 70% del tempo alla Baby Sitter.

Il ragazzo cresce, va a scuola, segue tutto il percorso formativo raggiungendo l’obbiettivo della laurea. Le esigenze economiche iniziano ad aumentare, il giovane inizia a cercare lavoro, trova un primo impiego da 20.000€ lordi all’anno. A questo punto il giovane ha un reddito e può accedere al credito, inizia ad acquistare una nuova auto, qualche capo di abbigliamento firmato, ecc.

Dopo qualche anno il giovane decide di sposarsi e va quindi a vivere con la amata sposa in una casa che acquista con un mutuo quarantennale. Dopo poco nasce un bimbo e la storia si ripete.

Vedendo la storia dal punto di vista finanziario, il giovane inizia a spendere quello che guadagna già a partire dal primo impiego acquistando l’auto nuova, capi di abbigliamento, frequentando discoteche, ecc. Dal momento in cui sarà stipulato anche il mutuo per l’acquisto della casa in cui andrà a vivere, lo stipendio sarà totalmente utilizzato per pagare le sue spese mensili. In altre parole il giovane sta sprecando 5 giorni su 7 della sua vita per poter pagare le spese che gli consentano di vivere, per quanto possibile, durante i restanti 2 giorni.

Naturalmente i contenuti finora inseriti nel testo sono già noti a tutti anche perché basta guardarsi in giro per notare che tutti attorno a noi vivono in questo modo. A mio avviso però è importante fermarsi e riflettere in maniera approfondita se sia questo il giusto modo di vivere.

Adesso starai pensando: “si ok, questo lo sapevo già, ma qual è l’alternativa? Il lavoro dipendente mi dà la sicurezza necessaria per poter sopravvivere durante tutta la mia vita!”.

Iniziamo subito a precisare questo aspetto: il lavoro da dipendente ti dà solo una sensazione di sicurezza, non la vera sicurezza. Da dipendente fai parte di un’azienda, sia essa piccola o grande, che può avere delle difficoltà economiche o può cambiare politica in base a decisioni di management e puoi ritrovarti da un giorno all’altro senza lavoro. Se punti tutta la tua vita sul salario, avrai serie difficoltà nel caso in cui quest’ultimo dovesse venire meno. Si sentono ormai ogni giorno notizie di aziende che chiudono o delocalizzano, associare la parola “sicurezza” al lavoro da dipendente è un retaggio degli anni passati quando l’economia era più stabile e meno globalizzata.

Il più grande rischio che corri da lavoratore dipendente è legato al fatto che non controlli direttamente le tue entrate, l’azienda che ti paga il salario, può chiudere in qualsiasi momento o spostarsi in un altro paese senza chiedere il tuo permesso.

Se è vero che tutti attorno a noi vivono barattando 5 giorni a settimana in cambio di un salario, è anche vero che quasi tutti vivono in questo modo perché non hanno mai veramente riflettuto sull’opportunità di cambiare. Per tante persone è normale vivere secondo gli schemi convenzionali. Se tu stai leggendo questo articolo, vuol dire che ti stai facendo delle domande che quasi nessuno è abituato a porsi.

Qualcuno identifica lo stile di vita convenzionale ad una ruota del criceto nella quale si continua a correre restando sempre nella stessa posizione. Se devi raggiungere un traguardo, l’unico modo per farlo è uscire dalla ruota del criceto ed iniziare a correre verso l’obbiettivo!

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